La psicoterapia

La psicoterapia, intesa come intervento nelle condizioni di disagio‚Ä® psicologico, può assumere forme e modalità differenti, a seconda del tipo di approccio teorico e metodologico adottato dal terapeuta, del suo modo di intendere la terapia e infine della sua stessa personalità.

La tipologia di intervento che propongo si fonda su un approccio di ispirazione psicoanalitica, secondo due componenti basilari:  un percorso di conoscenza di sè da parte del paziente e l'analisi dei suoi modelli relazionali.

Obiettivo principe della terapia è l'affrancamento del paziente dal suo disagio e la  conquista della sua libertà: a tal fine diventa fondamentale la conoscenza e il recupero del proprio pensiero, del proprio punto di vista, dei propri obiettivi, bisogni e desideri, in sintesi, di SÈ.

Molto sinteticamente, è questo che intendo per Psicoterapia:  conoscere se stessi ed esseri "padroni" di tale conoscenza.

La Psicoterapia Individuale

La Psicoterapia Individuale

La Psicoterapia , come suggerisce il temine stesso, rappresenta un metodo di cura finalizzato al trattamento di situazioni di disagio e sofferenza molto particolari poiché colpiscono la Mente, ovvero un organo impalpabile e oggettivamente inesistente, ma che più di ogni altro definisce l’essenza dell’essere umano, ovvero la sua Soggettività o Identità.

Essendo complessa, e per alcuni aspetti oscura, la natura della sua sfera di azione, anche la Psicoterapia stessa potrebbe sembrare altrettanto inafferrabile e sfuggente, soprattutto se si tiene conto che non solo esistono vari tipi di terapia psicologica, con approcci e metodologia d’azione anche molto diverse, ma che all’interno della stessa Scuola di pensiero ogni Terapeuta dovrà inevitabilmente personalizzare e quindi differenziare l’applicazione del metodo di cura, essendo la sua stessa Soggettività, unica e irripetibile, parte integrante dello strumento terapeutico. Fatta questa premessa vorrei tentare di spiegare che cosa intenda io per Psicoterapia e in che modo cerco di applicarla per aiutare le persone che a me si rivolgono per affrontare i propri disagi emotivi, al fine di rendere più trasparente e chiaro il processo terapeutico così come io lo applico.

Il vertice di osservazione che si vuole proporre è considerare l’oggetto della Psicoterapia la “Mente e la sua Conoscenza”, con l’obiettivo di creare un contesto di analisi e comprensione di Se stessi e dei propri Bisogni, per potersene poi assumere la piena responsabilità.

La Conoscenza di se stessi è innanzitutto un’ Esperienza Emotiva, un percorso complesso che porta a stabilire un contatto con la sfera di tutte le Emozioni che animano ciascuno di noi e che rappresentano la Bussola attraverso la quale ognuno definisce se stesso e il proprio approccio all’esperienza. Le emozioni e la loro conoscenza ci aiutano ogni giorno a “scegliere e orientarci”: avere consapevolezza delle emozioni piacevoli ci aiuta a capire cosa ci piace e ci fa stare bene, mentre le emozioni spiacevoli sono il segnale di ciò che non ci piace e ci arreca dolore e sofferenza. Attraverso la conoscenza e l’analisi delle proprie emozioni si riesce ad ottenere un quadro dei propri Gusti, Interessi, Desideri, Bisogni insomma della propria Identità o Soggettività. Ovviamente nella realtà raramente l’esperienza e la conoscenza si presentano in modo così semplificato, ma lo stesso oggetto con il quale abbiamo a che fare suscita in noi contemporaneamente emozioni positive e negative, odio e amore, interesse e avversione. Sono molteplici le situazioni di vita che ci pongono di fronte ad un Conflitto emotivo: un coniuge, un amico, un collega, un figlio al quale si è legati da un amore profondo possono, in diversi contesti e momenti, evocare vissuti emotivi molto contrastanti, per cui accanto a sentimenti positivi possono coesistere emozioni spiacevoli come ad esempio la rabbia o l’invidia, che rischiano di inquinare la bellezza di un rapporto importante. La sofferenza legata a queste situazioni è spesso molto intensa e impegnativa, perché vengono messi in gioco sentimenti profondi all’interno di relazioni complesse e importanti. In alcune circostanze, diverse e specifiche per ogni singolo individuo, può accadere che il vissuto spiacevole e il dolore che si generano ad un livello emotivo non riescono a trovare uno spazio di accoglimento nella mente, nel timore che viverseli ed assumerseli comporterebbe delle “conseguenze” che si ritiene, erroneamente, di non essere in grado di affrontare. Si fa riferimento a tutte quelle situazioni di vita difficili e cariche di un dolore talmente forte che la mente, spaventata e sfiduciata, inizialmente non riesce a contenerlo, lo rifiuta e se ne difende allontanandolo dalla sfera della consapevolezza, ma inevitabilmente solo in modo transitorio perché quella emozione negativa continua ad esistere nel nostro mondo Interiore e arreca sofferenza. L’evitamento, la negazione, o la rimozione di vissuti spiacevoli sono purtroppo processi dannosi e controproducenti perché, al pari di qualsiasi altra forma di disagio, un dolore mentale se non viene affrontato non può che peggiorare o, nei casi più fortunati, restare tale. Ci sono però alcune situazioni in cui la mente spinge affinché, nonostante le paure e le resistenze, ciò che non è stato accolto nel pensiero possa essere comunque ascoltato ed affrontato, e il dolore e la sofferenza si trasformano in un qualcos’altro, in un “grido d’aiuto”, esso stesso di natura spiacevole, ma spesso tanto potente che non potrà non essere ascoltato. Gli esiti di questa trasformazione possono essere diversi: vanno dallo sviluppo di un sintomo fisico (come una dolorosissima gastrite, per fare un esempio diffuso), alla patologia psicologica vera e propria (come ad esempio un indimenticabile, per la sua violenza, Attacco di Panico, sempre per portare un esempio molto diffuso), oppure può evolvere in una condizione emotiva di sofferenza e insoddisfazione costante, che condiziona tutta la quotidianità e che non può essere tollerata a lungo.

Questo processo di trasformazione del dolore in uno stato di malessere o un sintomo psicologico, anche se molto doloroso, ha però un prezioso valore comunicativo perché, per sua stessa natura, può essere così devastante che la persona non può non ascoltarlo (e quindi ascoltarsi), e non potrà più esimersi dal prendere atto che c’è qualcosa che non è funzionale al suo equilibrio emotivo. Dal dolore dunque si crea la speranza, l’opportunità ad un processo di ricerca e scoperta di ciò che crea sofferenza, nasce l’esigenza di capire ed affrontare il dolore e a quel punto la mente fa di tutto per creare un varco alla Consapevolezza e al Pensiero, gettando le fondamenta per un prezioso processo di Conoscenza e Crescita Personale. A questo punto la Psicoterapia diventa uno strumento estremamente utile in quanto rappresenta il canale d’elezione per la Conoscenza e la Consapevolezza di Sé e del proprio patrimonio Emotivo, in quanto, per definizione, rende consapevole ciò che non lo era e che ha bisogno di essere Conosciuto ed Integrato.

Ne consegue che il primo ed essenziale obiettivo che mi prefiggo di raggiungere attraverso la Psicoterapia è quello di recuperare e costruire insieme all’altro gli Strumenti utili e necessari per affrontare tutte le situazioni più difficili e impegnative da un punto di vista emotivo perché creano sofferenza, angoscia, dolore e che molto spesso, per essere affrontate e risolte, creano la necessità di un Cambiamento . E’ innegabile infatti che quando la Mente prende atto e si assume un dolore, l’Istinto di Vita crea una spinta ad occuparsene cercando una soluzione che, in molte circostanze, richiede di Modificare la condizione  che genera la sofferenza. A volte quella condizione  è dentro di Noi e si nutre della paura e della sfiducia.

Da qui il secondo (anche se non esiste un reale ordine cronologico) obiettivo che si vuole perseguire attraverso la Psicoterapia, ovvero la determinazione di un processo di Cambiamento di se stessi costruito a misura dei propri bisogni, esigenze, desideri, interessi (per allontanare ciò che fa stare male e tutelare ciò che ci fa stare bene), ovvero sulla base di una nuova e autentica Conoscenza di Sé, del proprio patrimonio Emotivo cioè della propria Identità.

Ritorniamo dunque da dove siamo partiti: la Psicoterapia è un processo di Conoscenza.

La Conoscenza rende liberi.

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